LUNA*CHIAMA*TERRA

Verso il suono e oltre

LUNA CHIAMA TERRA

6 concerti fuori dai generi

LUNA CHIAMA TERRA si compone di 6 concerti: uno al mese, da novembre a aprile.
Il luogo è il Masada, il salotto più accogliente di Milano e che si è costruito negli ultimi anni un'identità unica e originale.
6 appuntamenti con band e artisti interpreti di quella musica che sfugge ai generi perché ha imparato a giocare con tutto - dalla competenza del jazz all'energia del rock - e che diffonde una lezione di libertà.

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Musica che si fa spazio

Chi sta cercando il vuoto per uscire dalla memoria e suonare nuova musica? Chi, in questo momento, si è messo in cammino per esplorare nuovi confini?
Esistono sempre nuove strade possibili. Ed esiste sempre un modo per riattivare il desiderio di suonare musica che sia piena di energia e di comunicazione e, al tempo stesso, "nuova": non della novità che si fa vanto di sé, ma di quella novità che semplicemente accade quando le domande sono autentiche e le risposte inaudite.
LUNA CHIAMA TERRA cerca queste proposte. Cerca la musica che arriva da spazi inesplorati, da territori ignoti. E non dimentica mai la triplice possibilità del verbo to play: suonare/giocare/recitare.

Un rumoroso e divertente gioco che sa stare sul palco.

singing

Spiritsongs

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5 novembre

  • Shanir Ezra Blumenkranz double bass, oud
  • Alberto N. A. Turra, guitars
  • Brian Marsella, piano, keyboards
  • Sergio Quagliarella, drums

Un incontro "magico" ha messo insieme due anni fa i due newyorkesi puri Blumenkranz e Marsella - esponenti delle giovani leve cresciute alle corte di John Zorn e capaci di proseguirne/trasgredirne la lezione - con gli italiani Turra e Quagliarella, freschi e virtuosi esponenti del jazzcore/funk milanese.
Si sono visti, annusati e piaciuti e hanno fatto - due giorni dopo - un concerto che è già divenuto un memorabile disco live, pubblicato da Setola di maiale. Loro dicono che c'è dietro una connessione spirituale: noi come bambini davanti a dei prestigiatori da favola ci chiediamo dove stia il trucco. Il concerto al Masada - attesissimo - sarà l'occasione per smascherarli e scoprire cosa ci sia dietro/dentro/sotto questa musica che sembra sgorgare per miracolo da una fonte inesauribile e gioiosa.

Abraxas

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5 dicembre

  • Shanir Ezra Blumenkranz bass, gimbri
  • Eyal Maoz, electric guitar
  • Aram Bajakian, very electric guitar
  • Kenny Grohowski, drums

La band americana guidata dal versatile e strepitoso Shanir Ezra Blumenkranz torna al Masada e a Milano dopo essersi fatta conoscere e amare ad Aperitivo in Concerto, al Teatro Manzoni. Interprete autentico della tradizione zorniana, presenta una musica ad altissimo contenuto energetico: una miscela infiammabile di jazz, alt-rock e tradizione sefarditica, trascinata dal gimbri e dal basso, sottolineata dalla batteria martellante di Kenny Grohowsky e cantata dalle chitarre urlanti di Aram Bajakaian, già chitarrista al servizio di Lou Reed, e dell'israeliano Eyal Maoz. No prisoners.

Julian Lage Trio

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9 gennaio

  • Julian Lage, electric guitar
  • Jorge Roeder, double bass
  • Eric Doob, drums

Enfant-prodige della chitarra jazz, con la quale si esibisce dall'età di 10 anni, Julian Lage è il segreto non più conservato del nuovo jazz americano. Un mostro dal talento funambolico, autentico erede di una grande tradizione che rinnova alimentandola con una leggerezza, una facilità e un piacere tali da risultare evidenti a chiunque e sbalorditivi. Una chiara e vivente prova che non anche il jazz più melodioso e classico non è musica del passato se il fuoco arde ancora sul palco. Lo accompagnano il virtuoso bassista Jorge Roeder, di origini peruviane, e il batterista emergente Eric Doob, due volte nominato al Grammy.

DETTAGLI EVENTO

Spring is coming

Gli appuntamenti del 2018

28 Gennaio - David Torn

Schiere di chitarristi italiani attendono da anni il giorno in cui David Torn - incontrastato guru americano della chitarra elettrica in tutte le sue più impensabili incarnazioni sonore - si presenterà finalmente alle loro orecchie, dal vivo.
Non sanno però cosa li aspetti davvero: perché Torn è un mutaforma ineffabile. E poterlo vedere da solo significa immergersi in un fiume di suoni cangianti che mai ci si aspetterebbe uscire da una sola chitarra, per quanto moltiplicata da un uso sapiente dell'effettistica e dell'elettronica. Un'esperienza unica e irripetibile.

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1 Marzo - Orchestra Nazionale della Luna

  • Manuel Hermia – sassofoni, flauto & bansouri
  • Kari Ikonen – piano & moog
  • Sebastien Boisseau – double bass
  • Teun Verbruggen – batteria

Guidata e concepita dal belga Manuel Hermia e dal finlandese Kari Ikonen, l'Orchestra Nazionale della Luna è attualmente l'unico nonché il più famoso ensamble propriamente lunare e la sua presenza in una rassegna di suoni che arrivano dallo spazio era quasi doverosa e istituzionale. Ovviamente lunatici, i 4 vanno a fasi e vantano un repertorio che lascia largo spazio all'improvvisazione, crescente e calante. Solo uno di loro viene dal dark side della Luna: scoprire quale è un compito appassionante.

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Trophies

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17 aprile

  • Alessandro Bosetti voice, electronics
  • Kenta Nagai, guitars
  • Tony Buck, drums

Artista del suono e grande sperimentatore delle sonorità del linguaggio, Alessandro Bosetti scatena con Trophies - il suo trio insieme al batterista australiano Tony Buck (già leader dei Peril con Otomo Yoshihide e dei Glacial cone Lee Ranaldo) e al chitarrista giapponese di stanza a New York Kenta Nagai - la sua vena più energica, quasi punk. Perfettamente contrappuntato dalla chitarra parlante di Nagai e in tensione costante con la batteria di Scott, Bosetti esplora la forma canzone facendola diventare davvero "tutt'altro", gioca con la serialità, allarga le braccia e inventa suoni nuovi. "This is not the same as chanting"